‘O sole mio sta in Front of House

Di quel che è successo a Bologna il 10 maggio avrete letto e visto di tutto, per cui immaginate, o voi che li amate, la mia sollazzevole gratificazione nel raccontarvi quel che dal vivo ho potuto vedere, sentire (anche fin troppo bene) toccare e respirare in Via dell’Idraulico 1, in un’area industriale dove, secondo il “Santone” (come ho rinominato Cristiano Santini dopo aver ammirato di persona la sua stazza, nonché gran forma) regna il degrado (credo si tratti della zona Roveri, ma stammi a sentire, Santi’, vieni a dare uno sguardo a Pezzapiana di Benevento, poi ne riparliamo), rimpiangendo i (secondo lui) bei tempi andati in cui “Bologna era la Berlino italiana”, anche se per noi altri tapini, Bologna sempre Bologna è.

Da qui la necessità di una ripartenza, di una scommessa dal sapore ancora più ardito, nel tourbillon dei tempi che corrono. FOH (Front of House) è una nuova etichetta discografica per band emergenti bolognesi (pare ce ne siano più di 1.000), ma anche una Music Factory con 13 sale prove (girando per le quali mi sono imbattuta in una strafighissima esibizione dei Legless – da ammirare in questo video), tra cui una dove è possibile registrare e mettere subito in rete un mp4 con i risultati delle prove…. ‘na ficata.

Mi perdonerete quindi se dismetto i panni del becero commerciale (nelle vesti del quale ero stata invitata in qualità di fornitore dei loro supporti ottici registrati, quegli strani oggetti circolari che ancora girano nei cd player di mezzo mondo…) e vi racconterò, con quell’umanità che non si addice ai venditori, come sono rimasta allucinata dagli spazi suddivisi tra sale, area media, produzione, ed un super-mitico locale con palco e cocktail bar, dove le band potranno anche esibirsi dal vivo (… e se valete davvero, potrete dimostrarcelo! – dirà Santini-Santone durante la presentazione). Innumerevoli gli spin-off tematici di FOH: dai concorsi ai workshop, dalle commistioni con le altre forme d’arte ai live, con tanto di una promozione su vasta scala, presentati dai vari relatori… e siamo certi che non è che l’inizio.

Santini, convinto com’è che Bologna non si riprenderà il primato della capitale della musica indipendente italiana a forza di mega-rave in Piazza Maggiore, chiude ribadendo con forza che grazie alla complicità di Sandro Mingozzi si riuscirà a realizzare quello che per troppi anni è rimasto un sogno di una generazione di gente che spesso ha posato le bacchette ed i plettri per andare a fare i bancari e gli ingegneri, nonostante le proprie propensioni artistiche.

Ed è su questa scia che si colloca il successivo intervento di una emozionatissima Tiziana Marongiu, che sta integrandosi nel team in qualità di Executive Manager, al termine di importantissime esperienze professionali in campo di editoria finanziaria di esclusivo livello, la quale confessa candidamente di aderire al progetto per una sorta di debito morale che ritiene di aver contratto (come esponente della sua generazione e come madre di una musicista) nei confronti dei trentenni di oggi. Ed io lì ho pianto. Ho pianto pensando ai sogni di tante persone, a me più o meno vicine, che non hanno mai trovato una Marongiu sulla loro strada, fosse solo per sentirsi dire “lascia perdere, non è cosa per te”, ma almeno dopo aver ricevuto una possibilità di mettersi alla prova.

A chiudere il tutto, con una ruotata di sgabello, a 180 gradi rispetto al divano sul quale è avvenuta la presentazione, si vede apparire Miro Sassolini, di cui ho avuto l’onore di duplicare l’album “Da qui a domani” in formazione S.M.S. proprio con Santini e Federico Bologna, assistendo alla conclusione dell’incontro, affidata ad una raffinatissima performance.  E non dico altro. Se non: gustatevi questo video, che dà proprio l’idea dell’incanto dal quale, purtroppo, alla fine di tutto questo mi sono dovuta svegliare, rivestirmi da commerciale, e tornare a riprendere la mia strada verso nuove frontiere, nuovi clienti, probabilmente su altri pianeti, data l’immanente saturazione del mercato terrestre. Magari con un po’ di fortuna incontrerò civiltà che ancora non sono passate al cd dal vinile… Di nuovo in viaggio, ma con il cuore nel sole mio, che, ora come ora, sta ancora in Front of House.

m.e.n.

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2 Risposte to “‘O sole mio sta in Front of House”

  1. […] la restituzione de gli stregatti – ovunque ci sia una rivoluzione, che ringraziamo sia per la foto che per il video del […]

  2. i mega rave in piazza maggiore dove li avete visti ?!?!?

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