Il Diario di Lola Ponce

Quando diciamo in giro che avevamo realizzato il primo CD di Lola Ponce, la gente crede che la prendiamo per il sedere. Ma io non dimenticherò mai la faccia di Antonio, al ritorno dalla consegna dei dischi alla Raimoon Edizioni, con uno dei diari di Lola autografati da lei stessa, che si trovava di passaggio mentre lui scaricava gli scatoli…

Poi un giorno mi arrivò la notizia che lei e Giò di Tonno sarebbero andati a San Remo 2008. Quando dissi che mi ricordavo di lei (per l’episodio di cui sopra), le facce perplesse di chi non conosceva i due protagonisti del “Gobbo” di Cocciante soprassedevano indifferenti.

La notte della finale, anch’io come tanti altri scemi ero lì a vedere chi avrebbe vinto il festival. Nella bagarre dell’Ariston, durante il tripudio della proclamazione del fantastico duo, un solo gesto di vittoria, fu quello che mi uscì spontaneamente da fare.

Lola stava per essere lanciata nel limbo delle star, e insieme a lei tutto il suo percorso, quello di quando ti proiettano nel circuito delle major, ti intervistano, ti chiedono quanto vuoi per pubblicare le foto di te col tuo ragazzo. Niente più gavetta, niente più etichette da “Serie B”, per via della tua provenienza dal musical, niente più dover dimostrare tutto a qualcuno. Ma ancora Diario, se, a quanto sembra, continua a cercare di promuoverlo.

Eppure, sfogliando ora le pagine della prima edizione del libretto, Lola non mi sembra cambiata di tanto. È sempre bellissima, è ancora spontanea, con quel suo mezzo italiano intercalato da articoli e preposizioni in spagnolo, così maliziosamente lasciati inalterati, dal suo editore, almeno nella prima edizione…

Certe donne sono una forza della natura. Non che io ami particolarmente il suo genere, ma devo ammettere che quel “Dio mi fulmini” che la Nannini le ha messo in bocca con sapienza, mi sembra eternamente efficace, pronunciato da una donna, come lei, senza filtri, così energetica, così gloriosamente latina, così femmina.

I diari si scrivono perché si ha voglia di raccontare, e un diario pubblico è un libro aperto, con dentro storie, canzoni, emozioni, che una come Lola non riesce a tenersi dentro. Solo che lei le canzoni le canta, anche: Devorame otra vez (uh!!… n.d.r.), El dia que me quieras (in duetto con suo padre Hector), Vivere per amare (in italiano), e la già meravigliosa La historia de un amor di Guadalupe Pineda, resa ancora più profonda ed evocativa dalla sua splendida voce (è splendida, la sua voce…non c’è niente da fa’).

Come ogni diario che si rispetti, anche qui ci sono foto (…e che foto) della sexy-ssima cantante, con qualche post qua e là, sui quali Lola ha scritto qualche frase sua personale: un’impressione, una considerazione, una confessione.

Se proprio ci tenete, possiamo darvene anche un’anticipazione, citando quella che un po’ più ci ha colpito, e che risalta su un primo piano dei suoi dolci occhioni: “Le storie di amore sono i diversi colori che vestono la tua anima .. per sempre”.

Si… ma qualche volta li svestono, pure.

m.k.t.

Il diario di Lola Ponce:

Volume: Raimoon Edizioni Musicali www.raimoon.it

Multimedia: Branmedia www.branmedia.it

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