Ho ristabilito le distanze con mio figlio 9 a 5 alla Playstation

9a5 001Ho conosciuto Nico De Vincentiis nel 1997, in occasione di un convegno diocesano, inviata lì da un prete, (posso ora confessarlo, padre) con la missione di “convertire” un certo tipo di comunicazione ed i suoi fautori. Naturalmente furono loro, invece, a convertire me.

Negli anni che seguirono fui una delle redattrici di Tempi Nuovi, grazie a questo ed all’intercessione di Nico ottenni anche l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti.

Ogni volta che ho detto un “no, non ci sto” (tra le quali la tormentata decisione di allontanarmi dal suddetto prete) ho trovato la forza in poche cose, una fra queste è stata Tempi Nuovi, un’esperienza intellettuale, religiosa, ludica, pedagogica, unica per il semplice fatto di non prevedere forme di ricatto legate all’impostazione classica di un comodo gregge di pecore.

Ho detto subito queste cose, in modo da fugare ogni dubbio sulle possibili interferenze personali nel giudizio sul libro del mio ex-direttore: è assolutamente vero, non potrò essere obiettiva.

“Ho ristabilito le distanze con mio figlio 9 a 5 alla Playstation” nasce negli anfratti celebrali di un uomo che si definisce papà, giornalista, cattolico romano, con l’intenzione di scrivere un diario. Quando ci ha consegnato il libro ha provato a spiegarci l’ultima delle sue intenzioni: rivelare se stesso aspettando con tenera impazienza che ognuno di noi faccia altrettanto, nella speranza che queste miriadi di intuizioni quotidiane, di esperienze apparentemente insignificanti, possano costruire la rete della nuova condivisione, della nuova comunione, intesa nel senso più laico e moderno che si conosca.

Il problema è che non tutti siamo capaci di scrivere un diario in modo che abbia una simile valenza sociale. Se facessi leggere il mio, ad esempio, sono sicura che farei più vittime suicide di quante ne abbia fatte Ted Striker raccontando la sua storia ne “L’aereo più pazzo del mondo”.

Se siete anticlericali, sbaverete alla lettura di quante più sferzate franche ed argomentate abbiate mai letto in fila, contro un certo modo di essere sacerdote e pastore di anime. Se siete giornalisti, non potrete fare a meno di accettare, per una volta nella vita, lo squallore delle pratiche scribacchine denunciate, alle quali ognuno di noi, in un modo o nell’altro, è stato prima o poi costretto.

Se siete cattolici praticanti, che dire.. di invettive ne ricevete talmente tante.. almeno queste saranno motivate e in qualche modo… endogene. Se siete politici, probabilmente non lo leggerete neanche, ma saprete argomentarne brillantemente, attraverso la consueta loquacità parolaia.

Non so se, in qualità di padre e marito, vi sia invece mai capitato di dire parole come queste: “Cara Anna, ti amo. Niente paura dunque. Voglio amare, però, insieme alle persone alle quali appartengo, le idee e le opere che nascono dal mio cuore, che camminano, sostano, e riprendono a far rumore”.

Ad ogni modo, non potrete che sghignazzare (ma educatamente) ai racconti di vita quotidiana di un uomo che, quando decide di scrivere un diario dice tutto, ma proprio tutto. Dunque, fosse solo per conoscere i dettagli della vita intima di un noto personaggio della Benevento che non rimane a contare, comprate il libro. È l’unico tabloid di gossip che contribuirà, con i suoi ricavati, all’assistenza alle famiglie dei malati di Alzheimer.

Ah.. quasi dimenticavo: il giudizio sul libro. Nico non ha bisogno di complimenti, quanto a capacità narrativa, proprietà di linguaggio, costruzione di parole progettuali e abilità nel perseverare a sognare. Per cui, rispondendo alla domanda che ci ha fatto quando ci ha dato il libro “che ne pensate dell’aver interrotto un anno di silenzio stampa con un diario?”, dirò tre cose: a) non mi piace il qualunquismo di fondo che aleggia nel tuo diario, soprattutto nei momenti di sfogo più dilagante. Come tu stesso hai detto – ci sono uomini e donne che vivono, soffrono e fremono –, non siamo tutti come “quelli lì”, Nico, ripartiamo da questo. b) so che ci tieni a dire che il tuo non è risentimento nei confronti di chi ha voluto la tua sostituzione. Nel caso ti capitasse di smadonnare segretamente in proposito, comunque, sappi che chiunque, al tuo posto, sarebbe ben più che incazzato. Ed a ragione. c) come tutte le cose che hai fatto, anche questo libro per me sarà un punto di riferimento, fosse solo perché mi sproni a riflettere. Mi dici chi altro ne è capace, al giorno d’oggi?

Penso solo che quello che ci è mancato sia un po’ più di concretezza, nell’attuare le cose che ci eravamo proposti. Sono tante le cose su cui varrebbe la pena di tornare a lavorare, e  non sottolineare che devi essere sempre tu a darci il via.

Non ti puoi esimere dall’essere un carismatico (sei speciale, no?), e noi siamo diventati grandi, stai tranquillo: abbiamo imparato a riconoscere i progetti impossibili e strampalati, e se proprio dovessi strafare e ritornare nelle vesti di capo-rivoluzionario manipolatore, che si è messo in testa di cambiare il mondo, stavolta sapremmo noi come mandarti affanculo.

m.e.n.

“Ho ristabilito le distanze con mio figlio 9 a 5 alla Playstation” sarà presentato a Benevento venerdì 7 maggio 2010, ore 17,30 presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, nell’ambito della rassegna

“Non solo libri”__>

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2 Risposte to “Ho ristabilito le distanze con mio figlio 9 a 5 alla Playstation”

  1. i tempinuovini sono sempre in partenza, pronti a sognare e a riflettere, io ho bisogno di sentirmi molto viva ed impegnata nelle variabili di questo mondo per sentirmi concreta. e tn è stata una delle variabili più significative della mia esistenza, dove dubbi, riflessioni, trovavano un senso nella comunicazione e nella condivisione, e come per me anche per altri che malinconicamente oggi ripensano a quei tempi con tanta nostalgia, ma una nostalgia ricca di senso e significati, di bisogni appagati per anime un pò fuori dalle voci del coro che chiedevano di esprimersi e nico sapientemente offriva un la da cui ognuno intonava il proprio sè.
    mi manca tn e mi manca tanto. e m piace credere che una S…veglia risuoni ancora anche per noi.. che da operaia instancabile nel cantire della comunicazione no approfit ma domus e communis sono sempre pronta a nuove avventure

  2. p.s. il libro si legge di un fiato, scritto con la maestria ci chi sa comunicare soprattutto con la democrazia dell’anima

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