A morte chi tocca Berlusconi

Laudato sii o mi’ Signore, per sorella Napoli libera dalla mondezza, per l’esercito nei capoluoghi, per le telenovele di Rete 4 ancora in chiaro, per l’intoccabilità delle alte cariche dello stato. Laudato sii o mi’ Signore per la Lega al governo, per la prossima finanziaria, per l’ICI che non si paga più sulla prima casa. Laudato sii per i tagli alle infrastrutture del sud, per i privilegi della Casta intonsa, per l’invenzione del varietà e per l’assenza di un’opposizione, che in ogni caso è stata sconfitta.

Non la vogliamo più la gente che sale ai palazzi ed immobilizza il Paese. Non la vogliamo più una dirigenza che non prende decisioni. Non lo vogliamo più un candidato farlocco che perde sia Roma che la poltrona. Non li vogliamo gli accordi di spartizione fini a se stessi, si… vogliamo consiglieri e parlamentari indagati, evasori presidenti, assassini come senatori a vita, e cospiratori, lecca-culo, portaborse e tangentisti, tutti stipendiati dalle casse dell’erario, possibilmente a nero.

Vi ricordate come funzionava quando Craxi era al governo? Che fantastico magna-magna.. eravamo la quarta potenza mondiale, avevamo il tasso dei BOT intorno al dieci per cento, esportavamo Made in Italy a go-go, e ci rilassavamo il cervello con le battute di Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo.

Se non fosse che l’economia è ferma, che l’inflazione cavalca, che se guadagni più di duemila euro al mese ne paghi la metà allo stato, che il lavoro ormai è una leggenda, e che al posto di Drive In c’è Maria de Filippi, sembrerebbe quasi di essere tornati indietro di vent’anni.

Cosa importava se acquistando titoli del tesoro pagavamo solo gli interessi su quelli già emessi, se a causa delle assunzioni di quegli anni Alitalia è in coma irreversibile, le Ferrovie dello Stato sono al tracollo e l’indotto della FIAT ha gli operai in perenne cassa integrazione. Per non parlare delle scrivanie degli uffici pubblici che servono da poggiagomito a inermi suppellettili che chiamiamo impiegati.

E cosa importa se tra poco il regime ci metterà il coprifuoco per la nostra sicurezza, vigilando con mitra e carri armati, se pagheremo meno tasse per non avere servizi, e cosa importa se rubare, d’ora in poi, oltre che un’abitudine sarà anche legale, anzi, obbligatorio… se deve essere libertà, Libertà sia.

In “I soldi degli altri” Lawrence Garfield (uno strepitoso Danny De Vito) redarguisce il suo team di diciotto avvocati, che insieme non hanno saputo prevedere la contromossa di una loro avversaria, con una scena madre in cui pronuncia un avvertimento prezioso ed indimenticabile: “Per colpa di quelli come voi, prima o poi torneranno i comunisti. Quelli sono lì… in agguato, dietro i cespugli, aspettando il momento opportuno per tornare e riportare burocrazia, sindacati ed immobilismo…”.

Garfield avverte anche che lui godrà nel vederli tornare, perché per prima cosa, una volta al potere, i comunisti ucciderebbero gli avvocati…ma quel che più conta è che lui li ha scovati…e sa come si muovono.

Ecco perché bisogna imbavagliare i girotondini, stroncare i grillini, mettere il bavaglio a Travaglio…fare di tutto, perché la coscienza non si risvegli, perché a nessuno venga in mente di mandare a casa Berlusconi, che per ogni dieci leggi pro domo propria almeno libera una sola strada dall’immondizia, e magari riportare al governo un finto idealista che preferisce tornare a casa, pur di non votare per le missioni all’estero, senza disdegnare di accettare, però, altre cariche in cambio della propria anima.

E sarà così che dopo avervi insegnato come si fa propaganda elettorale, come si resta Presidente del Consiglio e monopolista delle telecomunicazioni, come si schifa una proposta di accordo bicamerale e si legalizza il conflitto di interessi, Berlusconi saprà anche dirvi come si agisce, si fa, si realizza.

…Come si gettano brioche al popolo dopo essersi ingozzati tutto il pane, come si educano gli elettori a preferire un sistema che ricorda quello di quando “si poteva stare con le porte aperte”, come si crede agli slogan, come si rinuncia ai propri diritti in cambio della libertà. Quella di chi ce la toglie a noi, naturalmente.

m.e.n.


2 Risposte to “A morte chi tocca Berlusconi”

  1. e che dire di tutte quelle donnine senza nè arte nè parte che intascano assegni, conquistandosi le prime pagine dei principali quotidiani nazionali, ospiti d’onere dei più famosi talk show, mentre noi poveri laureati ci spezziamo la schiena per 700 euro al mese?!?Grande articolo.

    • che dire? restiamo in attesa del Messia che ci faccia fare ritorno alla terra promessa aprendo le acque del Tevere: 🙂
      grazie

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