Centralismo Democratico

La storia dell’emendamento PD al ddl sull’arbitrato in materia di controversie lavorative, passato grazie all’assenza in aula dei finiani, conteggiati in caso di presenza in favore del governo, ovviamente, fa tornare prepotentemente in auge la questione reazionaria scatenata da Fini all’interno del PDL. Per non contare che ora lo stesso Fini prende le parti della Magistratura nello scontro ormai annoso col governo.

Qualche domenica fa mi è capitato di assistere alla piena dirompente del fiume di parole di Fini, ospite a “In mezzora”. L’immagine impressionante del suo volto da classico babbeo pestato mi ha riportato al candore con cui continua a ribadire le sue posizioni, come se avesse sciolto il rosario senza riuscire più a contenersi.

Deve avergli fatto bene, il caloroso seppur contenuto bagno di umanità, che lo ha accolto al ritorno dall’ormai famigerata levata di dito contro l’esimio Cavalier Berlusconi, atto, quello, di eroico coraggio ed impavida incoscienza.

Non credo, a memoria mia, di avergli mai visto una simile espressione di disinvolta felicità in volto.

Ho provato comunque a distinguere le sue esternazioni durante la puntata, e devo dire, con ancor più somma sorpresa, che gli elementi a riprova di questo suo improvviso risveglio dal coma del servilismo sono senz’altro più numerosi degli inevitabili passi indietro rispetto alle posizioni precedenti.

Mi ero sempre chiesta: perché ha ceduto la leadership? Ora è evidente che ne ha solo cavalcato la scia.

Dunque, l’intervista di Fini si può ben dividere in tre categorie di interventi:

– I “purtroppo” (cose che continua a non fare a meno di dire..)

Sempre a ribadire che l’anomalo bicefalo è il leader, assoluto, carismatico, legittimo e legittimato. Per non parlare della clamorosa abilità ad evitare l’argomento conflitto di interessi, per il quale continua a dimostrare evidenti imbarazzi, ben captati dalla Annunziata, che per di più non ha approfondito…

–         Le “alzate di cresta

La coesione nazionale. Mitico baluardo della Destra storica, è per Fini un valore irrinunciabile, anche se dovesse risultare che non gliene frega più un cazzo a nessuno, della coesione nazionale.

Meridione. Da perfetto stratega sa che, almeno negli annunci, gli toccherà sempre dire che il Sud non dovrà rimetterci, col Federalismo.

Dunque..Federalismo ad ogni costo e comunque: NO. Dice che lui sarà il primo, e che saremo in tanti ad impedire che si attui un federalismo lesivo della coesione nazionale (‘a ridaglie), fermo restando che proprio il Federalismo (lo ribadisce lui) rimane la ragion d’essere della Lega. L’alternativa, dato che si deciderà di porre fine alla finanza erogata in base alla spesa storica, è quella, secondo lui, di acquisire nuovi budget di previsione in base alle effettive necessità, in accordo con i presidenti regionali (di centro-destra, ovviamente).

Per Fini, inoltre, i Magistrati non sono il cancro di questo Paese, bene, meno male che se n’è accorto. Magari salvano anche lui.. e si è anche lanciato in un netto No ai magistrati alle dipendenze dell’esecutivo.

Si riempie d’orgoglio e quasi si commuove nel ribadire che lealtà verso gli elettori ed il governo non significheranno per lui acquiescenza nei confronti delle decisioni, che saranno accettate solo se motivate (urgh!).

Gli “inciampi imbarazzanti

“Non ho dubbi che all’interno del PDL ci sarà la possibilità di diverse opinioni e di confrontarle”(Fini: vuoi dire che se non rischiavi in prima persona di farti cacciare, questo privilegio non lo avreste mai avuto? E a questo proposito, è proprio vero che né tu né i tuoi avete paura di finire nella Lista degli epurandi..?).

“Bisogna capire insieme come riattivare l’economia..” (ci sei arrivato..?).

“La Destra è Rispetto delle regole, non solo garantismo..” (garantismo di cosa? Dell’immobilismo?).

Prescrizione breve: dice che si è scannato col Presidente del Consiglio per eliminare le previsioni ad hoc, ma tanto poi ci ha pensato il Parlamento a rimettercele.

“Legalità non è garanzia di impunità ma di accertamento della verità”: sai che se questo principio lo attuiamo, il tuo beneamato premier se ne va dritto dritto in galera? Bah..

A chiosa di tutto quanto mi viene solo da dire: perché quando si discute a sinistra è bagarre e quando lo si fa a destra è insubordinazione?

Ai posteri l’ardua sentenza..

m.e.n.

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~ di Gli stregatti di Maria Elena Napodano su maggio 7, 2010.

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