Paduli: il grano di una volta

Uno dei motivi per cui più amo la cultura Slow è questa cura per la conservazione delle colture tradizionali.

In provincia di Benevento, nella fattispecie a Paduli, due deliziosi laboratori artigianali si sono cimentati in un secondo esperimento di panificazione con l’utilizzo delle due tipologie di grano Senatore Cappelli e Gentil Rosso.

In particolare il primo, molto conosciuto dalle nostre parti, ha fatto luccicare gli occhi di molte persone alle quali ho parlato di questa prova, mentre ritornava alla loro memoria l’immagine delle nonne che lavoravano impasti di questa varietà cosi amata nelle località ai confini con la Puglia.

Il Panificio Belperio Rita e la Pasticceria Le dolcezze del Sannio, infatti, ci hanno riproposto due prodotti fatti come una volta, utilizzando (rimarchiamolo fino alla fine) materie prime coltivate in totale assenza di additivi chimici, nonostante la bassa resa, le dimensioni non facilmente gestibili della pianta e l’estrema cura di cui hanno bisogno le due varietà, sostituite nel tempo con piante “straniere”, come è accaduto mille volte per molte cultivar e razze autoctone. La speranza è di riuscire a riportare in provincia di Benevento il grano Cappelli, per tornare alle colture di una volta, che garantiscano la preservazione dei cicli naturali di coltivazione, e quindi la terra e l’ambiente che lasceremo ai nostri figli.

Il risultato è stato un pane (esclusivamente di Cappelli) elastico e digeribile. E poi dei biscotti dalla frolla croccante e tostata assolutamente fantastici, farciti di marmellata naturale, poi…!

Presto avremo i risultati organolettici, nonché altre prove…! Se ne stanno occupando l’Associazione Hortus Latus e Slow Food.

Li abbiamo assaggiati così:

Pane e salsiccia di Montecalvo (AV) 8)

pancotto e broccoli, con pane ben ammorbidito e non soggetto a sbriciolature fastidiose.. slurp!

Bruschetta con sottolio (melanzane contadine acquistate dall’azienda Saccone in via Sala a Benevento, anche loro, tra l’altro, sono di Paduli)

Bruschetta con crema di carciofi, acquistata sempre da Saccone. Bruschette croccanti e friabili, non eccessivamente assorbenti.

Completavano il menu, tanto per farvi sbavare un po’, le polpettine fritte, fatte con ingredienti di casa nostra (tra cui le uova di nonna..) e le Melannurche.

L’abbinamento poco più che casuale si è avuto con un Montepulciano d’Abruzzo: Orfeo di Riccardo Gentile.

Arrivederci alla prossima prova, noi ci confermiamo come cavie!

(ringrazio Nicola Ranaldo per la foto della Festa di San Rocco)

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~ di Gli stregatti di Maria Elena Napodano su marzo 19, 2010.

5 Risposte to “Paduli: il grano di una volta”

  1. Che meraviglia! e che fame appena mattina! Magari si riuscisse a tonare alla genuinità di un tempo, anche se poi forse si perderebbe un pò il fascino della tradizione, qualcosa che non c’è più e ci piace ricordare, qualcosa di cui possono godere solo in “pochi”!
    Beh, se dovessero servire altre cavie mi offro volontaria!
    Saluti

  2. Ottimo risultato, spero venga riproposto e perchè no, sarebbe interessante un punto vendita al Corso Garibaldi di Domenica con queste piacevoli pagnotte da un chilo, in modo da diffondere il piacere a più persone. Altrettanto interessante fare colazione con la pizza di Belperio sempre con farina Senatore Cappelli. Fragrante al punto giusto , senza unto di Sugna o olio in eccesso, e meraviglia di pomodoro con assoluta assenza di acidità. Complimenti

  3. Troviamo interessante i vostri prodotti.
    Ci farebbe avervi come espositori nella nostra fiera dal 11 al 20 novembre 2011.Sicuri di una vostra risposta distintamente ringraziamo.
    Tm eventi 335.63.51.844

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