Parallele che si incontrano

“Il mio percorso e quello di Slow Food sono stati, per anni, di amicizia, più o meno stretti e paralleli:  adesso si sono di nuovo incrociati”. Così, Luciano Pignataro, referente campano, ha iniziato il suo intervento alla presentazione del progetto della nuova Guida ai Vini d’Italia, in uscita nei prossimi mesi per Slow Food Editore.

Lo scenario era la Sala dei Convegni della Banca della Campania di Avellino, dall’atmosfera frizzante e l’attenzione carica. Numerosi fiduciari e produttori si sono dunque incontrati per parlare dei criteri che si adotteranno per redigere la nuova lista delle eccellenze vitivinicole del Belpaese.

Emozionati ed entusiasti gli intervenuti, a partire dal Presidente Bordese, che ha ben sottolineato quanto sia importante valorizzare questo comparto fondamentale attinente al territorio.

È stato lo stesso Lucianone a chiarire come la fase dei tre bicchieri sia ormai terminata, anticipando che la nuova guida non mira ad assegnare punteggi, quanto piuttosto a raccontare la gente, i luoghi, le cantine, le vigne e le sensazioni che ruotano “intorno” al bicchiere, del cui contenuto ormai si parlava solo in termini tecnicistici o, peggio ancora, di mercato.

L’attesa per la nuova pubblicazione è viva e sincera, ma il riflettore non era certo solo puntato su questo.

Si scorge, nelle presentazioni come questa, il desiderio popolare e passionale di rispolverare la buona abitudine della condivisione dei valori della buona tavola, del sapore, di quel buono pulito e giusto di cui oggi tanto si sente parlare. Chi di noi era lì, non voleva solo conoscere i dettagli del nuovo studio su uno dei comparti dell’agroalimentare più importante della nostra economia. C’era la voglia di ritrovarsi, il bisogno di sentirsi partecipi di una filosofia, di una pratica, di un modo di essere: Slow Food, con tutto ciò che questo significa.

Non solo Pignataro e l’associazione quindi, ma anche tanti altri cammini di intenti analoghi si sono incontrati: quelli di chi converge verso quel punto geometrico impossibile, in cui le rette parallele di innumerevoli percorsi individuali convergono, pur essendo stati, per falsa vocazione, rimediabilmente solo concomitanti.

Registi illustri dell’evento sono stati Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Campania, che porta a casa l’ennesimo risultato, in una serie di partite da campionato delle scommesse, per una ripresa di lustro e credibilità dell’associazione nella nostra regione, e Lucio Napodano, esempio stimabile di Fiduciario (della condotta di Avellino) e gran padrone di casa, unico nella sua capacità di linguaggio immediato, fresco e… adeguatamente “spiritoso”.

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~ di Gli stregatti di Maria Elena Napodano su gennaio 29, 2010.

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