Afta

La stomatite aftosa (per gli amici AFTA) è quella piaga, quel flagello, quel dolorosissimo fungo che, sotto le mentite spoglie di una innocente bolla, infetta la vostra bocca impedendovi qualsivoglia forma di alimentazione per via orale, per un periodo non inferiore ad una settimana.

È da venerdì scorso che provo a mangiare (per così dire..) patate lesse, pan carrè e sottilette (morbide al tatto e non troppo acide), riducendomi ad una larva per aver rifiutato ogni sorta di alimento che il mo ragazzo e il mio gatto mi pregavano di ingerire.

Avevo mangiato una bruschetta in un ristorante abruzzese (che dio li abbia in gloria) scorticandomi lievemente. Per qualche motivo la cosa è degenerata in una terrificante infezione.

Quando ancora non sapevo cosa fosse, ho innocentemente addentato un tramezzino col pomodoro, e mentre il crogiolo fiammante che mi si scatenava in bocca si accingeva a poter forgiare la Spada del Potere di He-man, ho avuto la brillante idea di annaffiarlo con la coca-cola (la prima sostanza liquida bevibile che sono riuscita ad afferrare): ho visto LE STELLE. Non paga, convinta che fosse solo una questione di consistenza, ho provato anche con yogurt e frullati: stavo per correre verso uno spigolo a tutta velocità, cercando il coraggio di spaccar mici la fronte. Il tutto sotto gli occhi sgomenti, increduli ed affascinati dei soggetti di cui sopra, tra i quali sempre il mio ragazzo, che con tanta dedizione aveva preparato il suddetto sprecato frullato di banana e mela.

Sogno una carbonara, le montanare di mia mamma, pasta e lenticchie, la cotoletta, la lasagna, i cornetti alla crema, il crodino e qualsiasi bibita ancor più gassata.

La notte mi sveglio coi crampi per la fame e faccio pipì almeno due-tre volte, perché, naturalmente, l’afta mi costringe a bere due bicchieri e mezzo d’acqua (rigorosamente liscia) per ogni dieci grammi di boccone che transita sul mio martoriato palato.

Pochi dolori sono paragonabili a questo. Un sollievo? L’ho provato, oltre che con gli abbracci, le strusciate di baffo e i baci di chi mi ama, con Corti-fluoral (ma ho letto di fantastici e ben più efficaci rimedi alternativi), un medicinale che in quel momento ti sembra un miraggio, che si fa gocciolare sul cotton-fioc, da passare poi sulla ferita. Ma attenzione: la parte va massaggiata per oltre qualche minuto con delicatezza ed insistenza. E ora sta passando.

La bestia è dura a morire, e più lei si avvinghia alle cavità orali, più il passaggio deve essere accurato ed insistente.

Ci vuole polso, con queste dannate carogne.monet

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~ di Gli stregatti di Maria Elena Napodano su settembre 10, 2009.

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