In casa Never Mind

In casa Never Mind ci piace scambiare opinioni, qualche volta pigliandoci anche a paccheri, ma sempre nell’intento di generare nuove idee e progetti: editoriali (vedi il libro Oschi Loschi), di vita, di quotidianità. Questa pagina nasce per divulgare le punte più liriche degli animati dibattiti che qui hanno luogo. Non occorre anticipare i temi trattati: saranno loro a saltare fuori al momento opportuno, quando uno dei membri della famiglia, o uno dei tanti amici e compagni di progetto, ne daranno lo spunto.

Protagonisti principali

Monet: mente-catto, ma per gli amici solo “catto” (anche detto putti-frocio e Sasuke). Grande osservatore delle dinamiche familiari, e come ogni buon felino di casa, padrone assoluto delle situazioni in cui gli altri credono di essere parte attiva. Ruolo: voce narrante e mangiapane a tradimento.

Papo: ingegnere, scrittore, opinionista tagliente, uomo dal fascino tenebroso e con il ruolo di curatore e capofamiglia.

Mama: comunicatrice affabulante, anche lei scrittrice. Un tantino nevrotica ed impulsiva, donna bellissima ed adorabile (almeno così la vede il catto, ma il sospetto è che la percezione che ha di lei sia vagamente influenzata dal compito egregiamente svolto di somministratrice ufficiale di bevande e cibaglie), ricopre il ruolo di: editrice.

Ambientazione

Casa, librerie, centri commerciali, automobile (ma per lo più per sentito dire, Monet, infatti, soffre di mal d’auto ed evita volentieri), luoghi di pubblica aggregazione, cinema, alberghi (soprattutto nel Nord-Europa), spiagge (sempre per sentito dire), “altrove” in senso lato.

L’idea nasce in una mattina di novembre, dopo un’improvvisa dissertazione del capofamiglia sulle infauste conseguenze dall’attivazione del semaforo all’incrocio tra via Intorcia e via Pacevecchia a Benevento, a tre metri dall’unico ingresso del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile, ente presso il quale opera, di fresca nomina, tale Nicola Boccalone, tristemente noto per essere stato city manager in una precedente amministrazione (opposta all’attuale coalizione di maggioranza). Egli, dopo aver subìto abbondanti canzonature per il suo nuovo, immeritato quanto prestigioso incarico, ha avuto dunque modo di poter espletare la sua funzione di direttore generale con una delle prime uscite istituzionali (una lettera indirizzata al suo storico acerrimo avversario, il Sindaco di Benevento Fauso Pepe) chiedendo di scongiurare inevitabili paurose paralisi nella circolazione delle auto in mezza città, a causa di un dispositivo che, sempre secondo l’acuto Papo, potrebbe essere stato concepito solo da una mente, ancora meno avvezza di un cane, alla guida di un’automobile. A tal proposito va poi ricordato che il comune di Benevento dispone pure di un’apposita e cotanta Commissione bipartisan sulla Mobilità, di cui fanno parte, oltre all’Assessore al ramo, illustri menti politiche tra le quali il rampante ex-candidato sindaco dell’opposizione.

Così, osservando l’esagitazione del Papo durante il racconto, e ascoltanto a mente fredda i commenti che lui e Mama si apprestano a postare in merito su un popolare social network, Monet decide di dare vita alla saga che leggete e speriamo continuerete a leggere qui, grazie all’assoldo di un ignoto digitatore, che sopperisce alle proverbiali difficoltà di approccio ad una tastiera, da parte di un tipico gatto (benchè “catto”), laddove della saga questo non è che l’inizio…


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