Biodiversità a Cecellus

L’associazione Cercellus di Circello, nell’ambito della prima edizione della manifestazione “la mia terra, i suoi sapori” ha trattato uno dei temi più cari a Slow Food: la biodiversità; lo ha fatto con Giorgio Del Grosso, fiduciario della condotta Slow Tammaro Fortore.

Un dibattito, che dopo i saluti di rito del Sindaco, Carlo Petriella, ha colorato l’aula di tutti i sapori e i saperi che i territori della fascia tratturale sono capaci di esprimere.

La rete dei tratturi rientra a pieno nella visione di tutela di Terra Madre, costituita da tutti coloro che vogliono agire per preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione.

In questa terra, Circello, Slow Food porta avanti un progetto di grande valore di biodiversità: il fagiolo, la cicerchia, i ceci e il pomodoro giallo d’inverno, coltivati nell’azienda di Casaldianni, fanno parte, infatti, della Comunità del cibo Slow Food.

Casaldianni è il Laboratorio. Tant’è vero che a Torino, al Salone del Gusto e Terra Madre, il 25 ottobre scorso l’Assessore provinciale alle Politiche agricole Carmine Valentino ha sottoscritto con Slow Food un protocollo d’intesa relativo alla produzione di ecotipi locali in via di estinzione appartenenti alla famiglia delle leguminose.

Al centro dell’impegno della Condotta c’è un’attenzione particolare per i territori, per le varietà vegetali e le specie animali che hanno permesso nei secoli di preservare la fertilità delle terre.

Il concetto di qualità per Slow Food è: buono, pulito e giusto, dove buono si riferisce alla qualità e al gusto degli alimenti, pulito a metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, giusto alla dignità e giusta remunerazione dei produttori e all’equo prezzo dovuto dai consumatori.
La Condotta dimostra la sua vicinanza ai coltivatori ed il suo impegno al loro fianco per la preservazione di questo importante patrimonio di biodiversità.

Siamo ormai tutti co-produttori, che, con un gesto semplice come l’acquisto responsabile, contribuiamo a generare un sistema virtuoso nella ricerca del cibo buono, pulito e giusto, in risposta all’omologazione degli standard qualitativi dei prodotti agroalimentari- spiega il fiduciario. Fondamentale, per le realtà come Casaldianni, sarà raggiungere i consumatori più sensibili attraverso vetrine ideali come quella del Salone del Gusto a Torino, nell’ambito del quale si celebra Terra Madre, la riunione degli agricoltori di tutto il pianeta, impegnati, come nel caso di Casaldianni, a privilegiare le produzioni realizzate nel rispetto della biodiversità e delle coltivazioni locali.

A fine convegno è stato proiettato il documentario “Trame di uliveti e pascoli” edito da Nevermind Comunicazione di Maria Elena Napodano e Maria Grazia Marchetti che ripercorre l’idea lanciata da Carlo Petrini al Congresso di Abano Terme sui granai della memoria. Un granaio che possa contenere le memorie e i saperi del mondo.

La biodiversità non esiste soltanto nelle sementi ma anche nelle lingue, nelle culture e nelle storie. Slow Food vuole ridare voce a chi è rimasto senza voce: gli indigeni che hanno perso il loro modo di coltivare la terra e le loro sementi, i contadini che sono i veri scienziati del campo e che non sono ascoltati. Tutto questo può avvenire coniugando tradizione e tecnologia, ed è quello che due giovani sannite stanno facendo.



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