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Il Fattone x…. Ehm, scusate, il Fattore x

febbraio 3, 2010

Ieri sera, sfogliando il Corriere on-line, mi passa sott’occhio un articolo, il quale riporta spezzoni dell’intervista concessa al mensile Max dal cantane Morgan… ora, già avrei da dire: il macho Morgan che parla a un periodico rivolto prevalentemente a un pubblico maschile…

Vabbè, la mia critica non riguarda ciò, bensì il fatto che l’artista abbia dichiarato pubblicamente, udite udite, rullo di tamburi… nientemeno che si fuma di crack da mattina a sera… non per dire niente, ma m’è bastato guardare UNA sola puntata infrasettimanale di X-factor per capirlo (aveva sbalzi d’umore da far paura, altro che film dell’ex suocero).

Sia chiaro, non lo critico perché lo fa con i soldi di “coloro che pagano il canone” (ch’è pure aumentato, orca assassina, non bastavano i soldi per ‘sti cazzi di decoder), anche perché sennò Berlusconi dovrebbe mantenere la Lario  solo con proventi Fininvest..

La mia critica è rivolta verso la sua apparente voglia di ribalta, notorietà e “ribellione” (?!), forse credendo che rendersi inviso ai propri capi dirigenti sia più fico. Opinione personale, scusate.

Ma c’è da dire che gli anni in cui gli artisti ammettevano di creare sotto l’influenza di sostanze, più o meno lecite, all’ ESTERO (ve lo immaginate un Morandi strafatto, che canta Fatti mandare dalla mamma?), sono passati, anche se non del tutto, ok (non sto qui a menzionare i possibili John Winston Lennon o James Douglas Morrison, per gli amici Jim; mi verrebbe da dire anche un certo Lemmy e un certo Ozzy).

Che poi tutta ‘sta voglia di dichiararsi tossico pubblicamente, all’artista Morgan ha sortito l’effetto contrario, infatti è saltata la sua partecipazione a quella grandissima, almeno quanto la (vac)Clerici, manifestazione che è Sanremo.

Ora vi chiedo, fan di Morgan e non solo: ricordate o sapete qualche canzone del suddetto cantante che rimanga impressa nella memorie delle nuove generazioni (no, non mi sto riferendo a Imagine o The End)?

Morris The Cat

PS: se il mio intervento vi ha appallato come non mai, fatevi due risate con l’articolo in cui il ministro italiano per l’AGRICOLTURA difende “il panino italiano” di una MULTINAZIONALE americana, quale Mcagadonald’s.

Link:

http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_02/zaia-mcitaly-critico-guardian-tortora_9b0bbc20-1004-11df-9603-00144f02aabe.shtml

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Surrogates

gennaio 30, 2010

Io stiravo. Tu leggevi i fumetti.

Poi ad un certo punto mi hai guardato, ero uno spettacolo: grondante di sudore, tentavo di distinguere le righe delle tue camicie dalle farfalle dei miei occhi. Hai sentenziato: – ti prendo una donna anche per stirare.

Faccio la casalinga a mezzo servizio e non mi lamento, se non quando, per pura e semplice ignavia, lascio che i panni si ammassino nell’armadio, stracolmo al limite, rinviando all’unico evento bimestrale della giornata dello stiraggio, lo stremante compito che mi auto-assegno: i colletti, i tessuti, le tovaglie. I lenzuoli no, mi dispiace, e per fortuna hai tante camicie che quelle da stirare non superano mai quelle che tieni accortamente appese nel guardaroba, una per gruccia.

Allora ti guardo un po’ disappointed e rimarco il mio ruolo di moglie stiratrice, perfettamente in grado di tenere a bada pieghe e vapore. Non riesco proprio a capire perché, tu voglia rimpiazzare questa mia abnegazione per i tuoi cenci, con un mesto avatar dello stiro, una sorta di surrogate dell’appretto.

Non ci sto, ti dico, e continuo a sfoderare le tasche increspate e spazzolare i peli del gatto dai tuoi maglioni.

Dove finiremo, se per ogni incarico casalingo o dovere coniugale, mi appiopperai un surrogato?

Non voglio fare la fine di Maggie, la moglie di Bruce Willis ne “Il mondo dei replicanti”.

A forza di delegare, manda il suo prototipo pure nel bagno, al posto suo (per inciso: lei nel fumetto originale si suicida…).

Anche perché poi ti fai prendere la mano, e si sa, come va a finire.. oltre ad un ottimo rimedio per mal di pancia o mal di “testa”, il tuo sostituto finirebbe per sobbarcarsi ogni seccatura al posto tuo.

Io, per esempio, se avessi un surrogate lo manderei a dire. Nel senso che lo manderei a dire tutte le cose che per vigliaccheria non riesco a comunicare agli interessati, che per il fatto di essere una donna non mi vengono ascoltate o considerate, le cose da figlia, da amica (?), da elettrice, da giornalista.

Ne trarrei gran giovamento, ne sono convinta, al punto che, quasi certamente, finirei per identificarmi io in lui, e non viceversa. Avrebbe di sicuro tutto il mio charme, tutto il mio stile, ma senza dubbio anche tutta la mia (auto-)stima.

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Parallele che si incontrano

gennaio 29, 2010

“Il mio percorso e quello di Slow Food sono stati, per anni, di amicizia, più o meno stretti e paralleli:  adesso si sono di nuovo incrociati”. Così, Luciano Pignataro, referente campano, ha iniziato il suo intervento alla presentazione del progetto della nuova Guida ai Vini d’Italia, in uscita nei prossimi mesi per Slow Food Editore.

Lo scenario era la Sala dei Convegni della Banca della Campania di Avellino, dall’atmosfera frizzante e l’attenzione carica. Numerosi fiduciari e produttori si sono dunque incontrati per parlare dei criteri che si adotteranno per redigere la nuova lista delle eccellenze vitivinicole del Belpaese.

Emozionati ed entusiasti gli intervenuti, a partire dal Presidente Bordese, che ha ben sottolineato quanto sia importante valorizzare questo comparto fondamentale attinente al territorio.

È stato lo stesso Lucianone a chiarire come la fase dei tre bicchieri sia ormai terminata, anticipando che la nuova guida non mira ad assegnare punteggi, quanto piuttosto a raccontare la gente, i luoghi, le cantine, le vigne e le sensazioni che ruotano “intorno” al bicchiere, del cui contenuto ormai si parlava solo in termini tecnicistici o, peggio ancora, di mercato.

L’attesa per la nuova pubblicazione è viva e sincera, ma il riflettore non era certo solo puntato su questo.

Si scorge, nelle presentazioni come questa, il desiderio popolare e passionale di rispolverare la buona abitudine della condivisione dei valori della buona tavola, del sapore, di quel buono pulito e giusto di cui oggi tanto si sente parlare. Chi di noi era lì, non voleva solo conoscere i dettagli del nuovo studio su uno dei comparti dell’agroalimentare più importante della nostra economia. C’era la voglia di ritrovarsi, il bisogno di sentirsi partecipi di una filosofia, di una pratica, di un modo di essere: Slow Food, con tutto ciò che questo significa.

Non solo Pignataro e l’associazione quindi, ma anche tanti altri cammini di intenti analoghi si sono incontrati: quelli di chi converge verso quel punto geometrico impossibile, in cui le rette parallele di innumerevoli percorsi individuali convergono, pur essendo stati, per falsa vocazione, rimediabilmente solo concomitanti.

Registi illustri dell’evento sono stati Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Campania, che porta a casa l’ennesimo risultato, in una serie di partite da campionato delle scommesse, per una ripresa di lustro e credibilità dell’associazione nella nostra regione, e Lucio Napodano, esempio stimabile di Fiduciario (della condotta di Avellino) e gran padrone di casa, unico nella sua capacità di linguaggio immediato, fresco e… adeguatamente “spiritoso”.

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Perchè?

gennaio 26, 2010

Non voglio fare propaganda per nessuno, non voglio che i candidati alle prossime regionali in Campania mi rompano le scatole, non voglio allungare le polemiche sulle modalità di presentazione dei candidati, forse non voglio neanche votare.

Voglio solo sapere perchè, in questa regione, sia stata fatta ORA una modifica da loro stessi definita “sostanziale” alla legge elettorale regionale (non mi ricordavo neanche che le regioni potessero deliberare autonomamente in materia…):

voglio sapere perchè, in Campania, la legge elettorale non prevede più l’obbligo di raccolta delle firme degli elettori per la presentazione delle candidature alla carica di Presidente della Giunta regionale.

Per vessarci ancor meglio e toglierci ogni ultimo diritto? Perchè la raccolta sarebbe un fallimento? Per eliminare ogni residuo di possibilità di scelta (dopo averci ridotto a poter votare con una crocetta c’era ancora margine di peggioramento..)??

A me non sovvengono ragioni plausibilmente democratiche, se qualcuno riesce piuttosto a trovarne una, di motivazione, all’interno del provvedimento URGENTE dell’attuale Presidente Bassolino, ce lo faccia sapere, il nuovo testo di legge si può scaricare qui:

Legge n.4/2010 Regione Campania, modifica Legge elettorale

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Il caso Genchi

gennaio 11, 2010

Gioacchino Genchi è stato a Benevento sabato 9 gennaio, per presentare il libro sul suo caso. Certe cose, si sa, alla fine diventano un pretesto, un buon pretesto per intercettare sprazzi di novità e respiro, in cui confrontarsi con gli altri e ricambiare un po’ d’aria.

Arrivo, mi siedo. Un rispettoso silenzio aleggia nella Sala Virgineo del Museo del Sannio. Gli oratori fanno i loro interventi, Genchi attende il suo turno, poi parla.

Parla del nonno che rinuncia ad un posto in banca per il figlio, pur di non tesserarsi. Racconta con franchezza di essere stato dovutamente retribuito per il suo lavoro di perito informatico. Parla con rispetto dei tanti malviventi che ha rappresentato, come avvocato, e aiutato a condannare, come intercettatore. Si difende dalle accuse, smonta ogni possibile pregiudizio, rivelandosi subito come un uomo semplice, che ha fatto comunque i suoi errori, e che ha pagato per questi come per tanti altri che non ha commesso.

Genchi ha l’aria di uno che voleva fare solo il suo mestiere e che, travolto dagli eventi, mostra comunque di cavalcarli con l’abilità di chi sa trasformare la sofferenza in esperienza ed azione.

Non ho letto e credo che non leggerò mai il suo libro.

In fondo i dettagli non contano. Quel che si sa è che c’è una parte del Paese che commette peculato, truffa ai danni della collettività, aberranti smerci di dignità e corpi umani per soldi, abusi, malefatte. Ed è proprio questo che si racconta ne “Il caso Genchi”, di cui si parla brevemente prima di lasciare spazio alle domande del pubblico.

Molti vengono da fuori città. Soprattutto dall’hinterland napoletano e casertano, laddove si è portati a credere ci siano solo persone poco per bene. Tutti chiedono di sapere dettagli su casi giudiziari, molti gli fanno domande su Berlusconi, ma quello che sopra ogni cosa l’auditorium vuole sapere è: come si fa a credere ancora nello Stato, nella giustizia, nella verità, dopo aver letto il suo libro, ma soprattutto dopo averne vissuto i fatti ed averlo scritto?

Lo Stato: ci si accanisce contro, lo si contesta, lo si odia, lo si aborrisce, e questo stesso livore trasuda dalla raffica di domande che gli si spara contro, facendo conto sulla sua paventata corazza di indomita persona per bene. E difatti lui insiste: quello che mi dà forza è l’aver servito il mio Paese con onestà, su di me non troveranno mai niente.

Genchi non ha preso diritti per il libro ed ha chiesto e ottenuto che il prezzo non superasse i 20 Euro, per consentire ai giovani (prima di tutto blogger che lo seguono e sostengono) di acquistare il libro “senza accendere un mutuo”. Quei giovani ormai ridotti a subire ricatti pur di lavorare, aggiungerà.

Non ci saranno elezioni libere finchè gli italiani non saranno affrancati dal bisogno, innanzitutto di lavoro, da poter scambiare con un voto di favore.

Un punto fondamentale del cambiamento resterà sempre l’informazione, che non sarà mai vera ed attendibile, finchè la sua gestione resterà nelle mani di chi amministra potere esecutivo e legislativo, nonché una serie infinita di affari privati commisti a quelli pubblici.

Mentre lo ascolto mi domando quanti di noi, al suo posto, avrebbero continuato a non usare il cellulare, le macchine e le apparecchiature di servizio a scopi privati, quanti di noi avrebbero continuato ad indagare senza accettare alte cariche in cambio del silenzio, chi sarebbe stato capace di non tradire quelli che per lo Stato si sono fatti ammazzare; quanti, dico, continuerebbero a professare di voler servire lo Stato (cioè noi) dopo aver visto ciò di cui lo Stato (cioè noi..) è capace?

La sua espressione di malandrino mi suggerisce che la risposta abbia poco a che fare con umiltà e fiducia nella giustizia. Ciò che rende diverso Genchi da uno come me, che lo Stato lo rinnega, è forse solo questo: lui ha ben in mente che uno Stato dovrebbe funzionare, e non ha intenzione di smettere di lottare perché questo funzionare avvenga.

Mentre lo sento parlare di Campanella e Provenzano, Falcone e Borsellino, Mastella e Why not, il pubblico pilotato di Matrix ed i collegamenti farlocchi di Porta a Porta, la rabbia mi si scioglie in lacrime di profonda commozione:  mi giro intorno e vedo tanta gente incazzata, un uomo piccolo contro un potere enorme, credevo che avrei visto idolatrare un falso eroe e me ne vado sicura di aver incontrato un uomo.

Abbraccio tutti idealmente e mi guadagno l’uscita glissando, ancor più convinta, il banchetto dell’editore. Ad ogni modo il libro è andato esaurito, segno che la gente non ha solo voglia di sapere. Probabilmente vale mille volte di più, questo acquisto, che un non-voto dato solo per votare “contro”…

Ed io che non volevo nemmeno venire.

Guarda il video dell’intervento di Genchi –>

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A Elena c’è arrivata la casétta

gennaio 8, 2010

Sò troppo felìcie!! A Elena, l’amica mia de San Demetrio, c’è arr’vata la casa!

E’ proprio arr’vata, nel senzo che gliel’hanno montata sotto a dove c’aveva prima quella di mattoni, giù al centro del paese. Non ce so’ ancora entrata, ma dalle foto m’ pare proprie ‘na bella casètta! Té’ pure la lavastoviglie!!!

Lei dice che la casa sua ci manca comunque, ma mo’ so’ ddu’ ggiorni, che se la stà ‘a strucinà tutta pe’ pulilla e entracce! Sò troppo contenta veraménte, c’è voluto ‘n’anno, ma alla fine ’sta po’ra femmena lu tettu glia l’hannu date!!

Elena tè’ più de ottant’anni, ma la casa sua se l’è quasi vista crolla’ sotto. Una controsoffittatura del settecento ha salvato il collo a lei e le fondamenta alla casa stessa..

Forza, che ‘mmo sistemano pure tutti l’antri (quelli che stanno ancora a L’Hotel Stiffe o ddai parenti…)!!

Auguri Elena!! Mo’ che vié? il bel tempo, ci devo venire di corza alla casétta nuova tua de legno. Ti voglio bbene, aspettami che arrivo!!

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BASTARDI

gennaio 4, 2010

San Demetrio ne’ Vestini – Sciacalli hanno “visitato” i moduli abitativi removibili portando via i televisori e mettendo a soqquadro gli appartamenti

Furti in casa ai danni di chi una casa non lo ha più.  Nella notte tra venerdì e sabato, sciacalli hanno “visitato” i Map pronti per la consegna nel  Comune di S.Demetrio dei Vestini.
I 46 moduli abitativi removibili (Map) saranno comunque consegnati martedì. I danni sono stati riscontrati particolarmente soltanto in tre casette, danneggiati i portoncini d’ingresso. Dagli appartamenti sono stati portati via i televisori e messi a soqquadro i mobili all’interno delle abitazioni.

FONTE:  www.pagineabruzzo.it

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2009: Zio JD si sbilancia

dicembre 29, 2009

L’anno è finito; è tempo di bilanci. Come ogni testata giornalistica che si rispetti, anche GliStregatti (nella persona del qui medesimo sottoscritto scrivente Zio JD) stila gli elenchi con le migliori uscite di questo pericolante 2009 a suo divino ed insindacabile giudizio. Chi ha qualcosa da ridire si faccia avanti, chi vuol suggerire una nuova categoria (Game? Concerto? Viaggio?) sarà il benvenuto. Nient’altro da dire, se non Buon 2010.

Ascolti
Ricky Warwick “Belfast Confetti
Mastodon “Crack The Skye
Blue Deers “A Little Low Dry Garet
Coalesce “OX
Tides Of Man “Empire Theory

Visioni
Watchmen” di Zack Snyder
Martyrs” di Pascal Laugier
Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino
Lasciami Entrare” di Tomas Alfredson
Two Lovers” di James Gray

Letture
Local” (Double Shot) di Brian Wood e Ryan Kelly
Tre Ombre” (Edizioni BD) di Cyril Pedrosa
Valley Forge, Valley Forge” – The Punisher Max 12 (Panini Comics) di Garth Ennis e Goran Parlov
Joker” (Planeta/De Agostini) di Brian Azzarello e Lee Bermejo
Mater Morbi” – Dylan Dog 280 (Bonelli) di Roberto Recchioni e Massimo Carnevale

Premi Speciali
Miglior Serie Tv:  The Shield Stagione 7
Miglior Blog:  i 400 calci (www.i400calci.com), spinoza (www.spinoza.it) ex equo
Miglior Vino:  Barbetta 2007 Sannio Barbera DOC – Venditti

Zio JD

 

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L’arresto di (San) Clemente

dicembre 16, 2009

Dando una sfogliata al libro “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita” di Ilaria Beltramme, durante una colazione in un albergo della capitale, scorgo con un certo divertimento alcune delle cose più bizzarre che l’autrice elenca.

Dal macabro-fantastico Innamorarsi davanti al sarcofago degli sposi nel Museo etrusco di Villa Giulia (!), allo straziante tramonto al Giardino degli Aranci, passando per il comprare l’erba (o il fumo) a Roma? Al Circo Massimo, mi imbatto nella inconsueta possibilità di Dire le parolacce nella Basilica di San Clemente.

“Come??” domando a me stessa s-bigottita. Decido di leggere e scopro che all’interno della veneranda chiesa c’è un affresco che pare racconti l’episodio in cui il prefetto Sisinnio trova sua moglie Teodora (della quale non ha mai accettato la conversione) in una sala, mentre assiste alla messa celebrata dal suddetto Papa.

Siamo nel primo secolo d.C., Sisinnio, infuriato, fa arrestare Clemente. Solo l’intervento miracoloso di Dio, che acceca sia Sisinnio che i soldati ivi giunti, salva il Santo da brutta sorte.

Sisinnio ordina dunque ai servi (Gosmario, Alberello e Carboncello) di incatenare e trascinare via San Clemente, che, nel frattempo, è stato trasformato in una colonna di pietra.

Le didascalie della scena mostrerebbero il seguente dialogo: “Sisinium: «Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite! Falite dereto colo palo, Carvoncelle!» (tirate, figli di puttana! Gosmario, Alberello, tirate! Carvoncello, spingi da dietro con il palo), mentre San Clemente risponde: «Duritiam cordis vestris, saxa trahere meruistis (A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare un sasso [o sassi])”.

Non è esilarante?? Vituperio (e doppi sensi, aggiungerei…) miscelati esplosivamente!!

L’iscrizione è datata XI secolo, si trova nella cappella sotterranea della Basilica  di San Clemente al Laterano, è un passaggio della Passio Sancti Clementis.

A me tutta ‘sta storia mi ha ricordato la vicenda di un altro Clemente, un po’ meno santo ma altrettanto Papa, che proprio recentemente ha miracolosamente scampato qualche analoga circostanza.. solo che gli è andata un po’ peggio: lui se l’è scansata, ma qualche Madonna di Ceppaloni no…

g.s.

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Chi ti ama ti Pupa

dicembre 15, 2009

Guardate quant’è bella questa ragazza:

Brillante, simpatica, disinvolta, amabile.

Non sono solita all’ammirazione per le modelle, lo confesso, ma l’interprete di questo spot rende finalmente omaggio ad una donna frizzante, ironica e non fatale nonostante la sfavillante biondaggine, e per di più fascinosamente italiana. Scopro ora che si tratta di Marta Cecchetto, al secolo “la fidanzata di Luca Toni”….>O

Complimenti al regista Luca Tommasini (oh, ci sa fare ’sto ragazzo..). Peccato che non uso il trucco, se no mi compravo tutta la linea.